LAINO CASTELLO
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Laino Castello
Nel cuore del Parco Nazionale del Pollino, ai confini tra Calabria e Basilicata, Laino Castello è un comune composto da un nucleo storico, il borgo antico, e da un nucleo più recente popolatosi dopo il sisma del 1982
Siamo nel cuore del Parco Nazionale del Pollino, circondati dal fiume Lao, molto conosciuto per chi pratica rafting o canoa. Il borgo antico di Laino Castello, dopo l'abbandono a partire dal sisma del 1982, ha ripreso a pulsare grazie alla nascita di un albergo diffuso e rappresenta inoltre lo scenario di fascino del "Presepe vivente" che ogni anno, dal 2000, ravviva le festività natalizie, impegnando tutta la comunità locale e raccogliendo via via sempre più interesse di pubblico regionale, nazionale ed internazionale.
La parte più caratteristica di Laino Castello è il suo centro storico arroccato sul colle S. Teodoro sulla cui sommità spicca il Castello Feudale: “CastrumLayni ” costruito dai Longobardi come luogo di difesa contro il nemico bizantino, divenuto, successivamente, il capoluogo di uno dei sette Gastaldati più importanti dell’Italia Meridionale. Posto su uno sperone di roccia sul punto più alto del colle, di cui oggi esistono i ruderi con bastioni speronati a torretta, adibito a cimitero comunale, gode di uno scenario incantevole e domina tutta la valle al fondo della quale scorre il fiume Lao in un "canyon" dove la natura regna incontaminata.Attualmente è visitabile solo la parte alta, di recente ristrutturata, dove spicca la Chiesa di San Teodoro Martire, di origine bizantina, con torre medievale. La chiesa al suo interno custodiva opere di notevole valore artistico: coro ligneo settecentesco, fonte battesimale del 1500 in pietra; pala dell’altare maggiore e, fino al 1971, un bellissimo trittico del 1500 raffigurante nella tavola centrale di larice la Madonna in trono con il bambino e, nelle due laterali di faggio, rispettivamente San Teodoro (patrono di Laino Castello) su un cavallo bianco e San Girolamo seduto con accanto un leone e dei volumi.
La cucina tradizionale è quella tipica dei borghi rurali dell’appennino meridionale. Ottimi salumi fatti a mano secondo antiche ricette con carni di maiale allevato allo stato semibrado, il fagiolo “poverello bianco”, piatti ottenuti da materie prime "nobili", la pasta fatta in casa "tirata", la formula vincente dei "lagani e ciciri", “i zafarani chini” i “scavudatieddi” e tanto altro.
















